Terre dei Colli Martani

 

I Martani. Di collina in montagna l’Umbria più Umbria che c’è.

Terra fortunata, terra incantatrice, terra “jucunda” come la chiamò San Francesco d’Assisi. È la Valle Umbra immersa nel cuore del “cuore verde” d’Italia, dove l’Umbria è più Umbria che altrove. Perché qui, soprattutto, l’immensa distesa di ulivi e di viti profuma l’aria e dà sapore alla vita semplice, operosa, ma al tempo stesso “lenta”, che si conduce ancora oggi da queste parti.

“Museo diffuso”, così detto per le mille espressioni d’arte che spuntano da ogni piega del terreno, foriero di altri musei nati per celebrarne la storia e le tradizioni ed esaltarne i prodotti. Come il Museo Regionale della Ceramica a Deruta e, a Torgiano, i Musei Lungarotti del Vino e dell’Olivo e dell’Olio, autentici “monumenti” ai tesori del luogo.

Tra Torgiano e l’etrusca Bettona capita d’incontrare la Storia nel possente Castello di Rosciano e parole antiche di secoli pronuncia anche il duecentesco Castello di “Ritaldi”.

È davvero emozionante raggiungere Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria, prestigiose “Città dell’Olio”, attraverso una vera e propria strada degli ulivi – qui come in altre parti della regione motivo di ispirazione per poeti, scrittori, pittori o semplici, emozionati viaggiatori – caratterizzata dai millenari esemplari di Macciano e Camporeggiano presso l’Abbazia di San Felice.

Capolavoro dell’arte romanica e laboratorio di produzione olearia, questa Abbazia dà il nome alla locale cultivar che, con la sua dolcezza, caratterizza l’extravergine dei Monti Martani. A queste piante, fonti perenni di vita e di bellezza, ancora si rende metaforicamente omaggio, in quanto custodi di storie e tradizioni che si perpetuano in particolare durante la Festa della Frasca, la quale celebra il termine della raccolta delle olive, la cosiddetta buonfinita. In tali luoghi anche le espressioni artistiche contemporanee trovano la loro culla in Frigolandia, la “libera repubblica della creatività” o più semplicemente laboratorio d’arte, cultura e satira.

A pochi chilometri, Massa Martana, l’antico centro chiamato Martis Tudertinum importante nodo stradale lungo la vecchia Flaminia. Immancabile, quindi, una visita a Todi. Ecco sorgere quasi d’incanto, nel suo Medioevo inaspettato, la città dall’incomparabile Piazza del Popolo dove si fronteggiano fieri i palazzi simbolo del potere laico e di quello religioso.

E poi ancora avanti fino a raggiungere la “caliginosa” Bevagna con le botteghe medievali del Mercato delle Gaite. Le splende accanto la divina Montefalco “un pezzetto di cielo caduto in terra” come ebbe a scrivere nell’Ottocento un viaggiatore inglese, affascinato da tanto splendore. Ma più prosaicamente famosa anche per essere la patria di un vino davvero eccezionale come il Sagrantino. È lui, il “signore in rosso”, insieme agli scrigni artistici, architettonici e ambientali che fanno bella la “ringhiera dell’Umbria”, ad esercitare il richiamo più forte sui turisti di ogni parte del mondo.