Spello

- (PG)

Adagiato sull’estremo pendio del Monte Subasio, Spello è un caratteristico borgo medievale di antica origine storica. Fondato dalla primitiva popolazione degli Umbri, prese il nome di Hispellum con l’arrivo della dominazione romana che lo elesse prima a Municipio e poi a Colonia Iulia. Un periodo di grande prosperità, testimoniato anche dal fatto che a Spello spettava la giurisdizione e il compito di organizzare i riti sacri dell’importante area delle Fonti del Clitunno. Una grandezza di cui ancora oggi la cittadina conserva il ricordo nei tanti monumenti e siti di epoca romana: l’Anfiteatro Romano (I sec. d.C.), fuori dal circuito delle mura, posto lungo l’antica Via Flaminia in una zona occupata da numerosi edifici sacri; la Porta Consolare, di età triumvirale-augustea, impreziosita da tre statue di probabile età repubblicana provenienti dalla zona dell’anfiteatro; la Porta Urbica e la Porta Venere, quest’ultima affiancata in età medievale dall’imponente mole delle due dodecagone Torri di Properzio; la Porta dell’Arce, che permetteva l’accesso alla parte alta della città; il grande complesso dei Mosaici Romani, recentemente rinvenuto in località Sant’Anna, con soggetti legati al mondo marino, probabilmente parte di una villa o di un complesso termale; numerosi sono i resti della cinta muraria romana, servita poi da fondamenta per quella medievale. Ma Spello unisce al suo carattere romano anche quello medievale con le sue stradine tortuose e i suoi vicoli vivaci e fioriti, lungo i quali si aprono preziosi gioielli d’arte: la Cappella Tega, costruita nel XIV secolo come sede della Confraternita dei Disciplinati di Sant’Anna, decorata con affreschi di pittori locali come il folignate Niccolò Alunno, autore della Crocifissione; la Collegiata di Santa Maria Maggiore, che sorge sulle rovine di un antico tempio pagano ed è pregevole “contenitore” di due affreschi della tarda attività del Perugino e di uno dei più affascinanti capolavori di pittura: la Cappella Baglioni, sapientemente affrescata nel 1501 dal Pinturicchio con Tre episodi dell’Infanzia di Cristo; a lato della chiesa negli ambienti del cinquecentesco Palazzo dei Canonici è ospitata la locale Pinacoteca, lungo il cui percorso è possibile ammirare affreschi, dipinti, sculture, opere di oreficeria ed arredi sacri ordinati con un criterio cronologico dal XII secolo al Novecento. Passeggiando lungo la centrale Via Cavuor, poco dopo la Collegiata di S. M. Maggiore si incontra la chiesa di Sant’Andrea, dove nel lontano 1253 si insediò una delle prime comunità di Frati Minori, l’interno custodisce affreschi di scuola folignate e una grande pala d’altare con Madonna e Bambino firmata 1508 dal Pinturicchio. Poco più avanti la Chiesa di San Lorenzo, edificata nel 1120 e più volte rielaborata. Fuori dalle mura cittadine sorge uno dei più incantevoli edifici romanici: la chiesa di San Claudio (XII sec.), impreziosita al suo interno da affreschi del XIV secolo che decorano l’abside semicircolare e la navata centrale. Più avanti Villa Fidelia, detta anche “Costanzi” sorge su un preesistente complesso sacrale risalente all’epoca classica. La villa attuale fu edificata in un periodo compreso fra il 1805 ed il 1830 con forma estremamente regolare ed elegante. Oltre alla villa, il complesso è formato da un giardino barocco, un giardino all’italiana, un limonaia sede attuale di mostre e conferenze, un parco lecceta, un oliveto, un galoppatoio ed una chiesa.


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