Massa Martana

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La fondazione e lo sviluppo dell'antico Vicus Martis, che nel nome riecheggia l'antico dio Marte, è strettamente legata alla costruzione della Via Flaminia nel 220 a.C. , che collegava Roma al Mare Adriatico. Un legame testimoniato anche dal rinvenimento di due epigrafi in cui si legge di importanti lavori fatti per il restauro della strada. Oggi dell'originale percorso sono visibili dei piccoli stralci rettilinei fiancheggiati da querce secolari, mentre ancora integra è la possente mole del Ponte Fonnaia, poderosa costruzione ad una sola arcata chepermetteva alla Via Flaminia di valicare il torrente Naia. Il territorio è anche ricco di numerose testimonianze della prima epoca cristiana, a cui risale un affascinante sistema di catacombe del III-IV secolo d.C. e di una serie di antiche chiese che costituiscono un interessante patrimonio architettonico. Il nucleo abitato è tutto contenuto all'interno della medievale cinta muraria, di cui si conserva anche la principale porta di accesso su cui campeggia lo stemma della città. Merita una sosta la Chiesa di San Felice, nella piazza del castello, dedicata al santo patrono martire di Massa Martana: un semplice ed elegante portale immette all'interno ad un'unica navata vivacizzata da un notevole altare barocco. Si incontra poi la Chiesa di San Sebastiano, non lontana dal cinquecentesco Palazzo Comunale. Risale al VII-VIII secolo la Chiesa di Santa Maria in Pantano, una delle più antiche in Umbria, con all'interno urne cinerarie, iscrizioni e frammenti decorativi risalenti all'epoca romana.