Campello sul Clitunno

- (PG)

Il comune di Campello sul Clitunno conta due nuclei: il medievale borgo fortificato di Campello Alto, sorto intorno al primitivo castello fortificato (X-XI sec.), immerso nel mare di ulivi che ricoprono le colline circostanti e Campello Basso. La tradizione vuole che il castello, di cui rimangono intatte ancora gran parte delle mura e delle torri fu posto a baluardo della sottostante valle spoletana da Rovero di Champeaux, che ne ebbe la signoria; il centro conserva integra gran parte della sua struttura trecentesca con un’antica porta di accesso all’abitato e la chiesa dedicata a San Donato, di origine romanica ma rimaneggiata al suo interno nel periodo barocco. L’abitato di Campello Basso si formò intorno al XVI secolo, quando gli abitanti del castello, ormai non più costretti a difendersi da banditi ed assalitori, decisero di costruire nuove abitazioni più a valle, dando vita al nuovo borgo, dove venne edificata nel XVI sec. la Chiesa della Madonna della Bianca, in onore di un’immagine votiva, affrescata all’interno di un’edicola, raffigurante la Madonna con il Bambino, entrambi di candida carnagione e capelli biondi; all’interno si conservano affreschi del pittore Giovanni di Pietro detto Lo Spagna. Poco fuori dal centro abitato sorge la chiesina di San Sebastiano costruita nei primi anni del 1500 come ex-voto per la fine di una pestilenza e impreziosita al suo interno da affreschi legati alla figura di San Sebastiano, tradizionalmente invocato contro la peste. Attrattiva della zona sono le leggendarie Fonti del Clitunno, la cui bellezza ed importanza risale al periodo dei romani: dedicate al dio Clitunno, che qui formulava i suoi oracoli, vennero celebrate da Plinio il Giovane, Properzio, Virgilio fino ad arrivare a tempi più vicini con Byron e Carducci. Un tempo navigabili, oggi le Fonti sono un piccolo specchio d’acqua caratterizzato dalla presenza di numerose specie vegetali. A meno di un chilometro, si incontra un piccolo quanto speciale scrigno d’arte: il Tempietto sul Clitunno, che ricorda ancora nel nome il fiume che vi scorre accanto. Edificato tra il IV e il V secolo d.C. sopra i resti di antichi sacelli pagani presenti nella zona, venne completamente costruito con materiale di spoglio romano. È composto da due ambienti sovrapposti dove è possibile ammirare uno dei più antichi, se non il più antico ciclo di affreschi votivi della regione.


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